Elemento Fuoco

Articolo tratto da: Percorso Lunare in Viaggio con La Luna

Il termine “fuoco” deriva dal termine latino focus che indicava in origine il focolare e a mano a mano sostituì, specie nell’ambito popolare, il termine ignis che possedeva il vero significato di fuoco. Secondo le ricostruzioni linguistiche sembra sia collegato al verbo latino foveo e al greco φῶς, phṑs, ossia «luce». Il fuoco è il primo dei quattro elementi fondamentali secondo le cosmogonie occidentali e le tradizioni sapienziali dell’antichità. In alchimia è associato al numero 1, in quanto simbolo dell’Unità da cui hanno avuto origine gli altri tre elementi per successive condensazioni.

Il fuoco è l’elemento del Sole, dell’immortalità, della trasformazione, sinonimo di energia, grinta e passione, oltre a possedere le seguenti proprietà: l’attributo del secco e del caldo, che lo contrappongono all’acqua umida e fredda. L’acqua rinsalda quel che il fuoco dilata, la sua azione è dunque centripeta o costruttiva; invece di elevarsi verticalmente come il fuoco, si espande in orizzontale, lenendo la forza distruttrice del fuoco. Unendo il simbolo del fuoco, triangolo con punta in su, e il simbolo dell’acqua, triangolo con punta in giù, si forma una stella con sei raggi (un’esagramma, raffigurazione grafica del Sigillo di Salomone). La stella a sei punte è il simbolo dell’evoluzione e dell’involuzione, dell’eterna unione dell’energia con la materia, il cui prodotto è il ritmo, l’armonia. L’energia che scaturisce dal fuoco è il principio stesso della vita. Per questo motivo la morte è simbolicamente percepita come l’estinzione del fuoco, da qui i riti di conservazione del fuoco. Nel culto romano di Vesta le sacerdotesse, le vestali, dovevano vegliare incessantemente sul fuoco affinché non si spegnesse.

La forza distruttrice del fuoco può essere benefica in quanto legata alla sua funzione purificatrice. Infatti, nei riti di cremazione, il fuoco brucia e distrugge il corpo, la parte materiale, permettendo all’anima di innalzarsi libera e purificata. Inoltre il fuoco, nell’iniziazione esoterica, ha una funzione purificatrice, bruciando ogni desiderio e passione rende atto l’iniziato verso l’immortalità.

L’essere elementale connesso all’elemento fuoco è la Salamandra, da non confondere con l’animale che porta lo stesso nome. Sono formati dalle parti più sottili dell’etere riflettente, perciò di tutti gli spiriti della natura, sono i meno conosciuti e la loro presenza è difficilmente percettibile. Paracelso le descrive come creature agili e snelle, che abitano in prossimità dei vulcani in attività e custodi dei fuochi all’interno della Terra. Secondo la Tradizione, hanno l’aspetto di lingue di fuoco o di sfere luminose. Al momento si conoscono due categorie di Salamandre a seconda della loro statura. Quelle piccole (alte da 8 a 60 cm) sono responsabili della fecondazione dei vegetali. Infatti, sono loro che raccolgono il calore ambientale e lo depongono negli ovari delle piante. La categoria delle Salamandre più grandi (alte da 1mt e mezzo a 4 mt) vivono per lo più all’interno della terra. Sono dotate di una bellezza che ricorda quelle degli angeli di luce ma la loro forma rimane tuttavia poco definita perché si confonde spesso con le fiamme. In seno alla natura, esercitano le funzioni più eminenti, infatti giocano una parte essenziale nella creazione e nella elaborazione del mondo in quanto sono, in realtà, le custodi del fuoco interno. Alcune di questa tipologia di Salamandre sono conosciute anche con l’aspetto di dragoni con ali e artigli. Appaiono a volte nere, a volte risplendenti, e la loro bocca emana vampate di fuoco e di fumo.

Generatore di luce ed energia, l’elemento fuoco permea tutte le cose. In terra ha la forma delle fiamme, in cielo è il simbolo del giorno e della vita, dentro di noi è quel sole interiore che anima e dà forza ai nostri gesti quotidiani.

Il fuoco, in quanto brucia e consuma, è parimenti un simbolo di purificazione e di rigenerazione. Rappresenta la purificazione attraverso la comprensione cosciente, nella forma più spirituale, attraverso la luce e la verità. L’elemento è rappresentato dall’Io dell’Essere, il suo calore forma la personalità del soggetto e il suo aspetto, la sua apparenza fisica, lo stato mentale, le disposizioni e le sue tendenze istintuali. Il Fuoco conduce la mente all’atto e all’azione psichica.

Parecchi secoli fa, Ippocrate, padre indiscusso dell’arte medica, fondava la sua dottrina utilizzando la ripartizione dell’Uomo in quattro tipologie di base, a seconda della loro morfologia, con tratti psicologici e patologici ben precisi. I quattro temperamenti sono i seguenti: bilioso (associato all’elemento Fuoco), sanguigno (Aria), linfatico (Acqua) e nervoso (Terra). Il Fuoco, è l’elemento di trasformazione in quanto il calore che sprigiona dilata, modificando le forme ed è soprattutto ambivalente: elemento di salvezza che purifica, rigenera ed anima il cosiddetto “fuoco interiore” ma, se fuori controllo, è totalmente distruttore e divorante, come le passioni o la violenza. Il temperamento bilioso che corrisponde appunto all’elemento Fuoco, è indicativo di una persona attiva, dinamica, dalle mille passioni, autoritaria, che prende l’iniziativa e tiene moltissimo alla sua indipendenza. Se l’individualismo è troppo spiccato, si può arrivare a un vero e proprio dispotismo mentre le qualità di coraggio e di creazione, se prive di controllo, possono degenerare in violenza e distruzione.

Quando l’elemento fuoco è in equilibrio, ci sentiamo felici sul lavoro e realizzati. Spiritualmente siamo coscienti dei nostri condizionamenti del passato e delle limitazioni del nostro ego, perciò anche in grado di bruciarli per purificarli, affinché possiate illuminare lo spirito.

Se l’elemento fuoco è in eccesso, ci agitiamo facilmente, siamo irritabili e impulsivi. Manchiamo di tolleranza nei confronti degli altri, ci infastidiamo dei loro comportamenti, anche i più normali. Siamo irrequieti, abbiamo sonni agitati. Siamo frenetici, iperattivi fino a diventare rabbiosi. La rabbia è il frutto di un eccessivo calore che consuma dentro e scarica su alcuni organi come il fegato, la bile e lo stomaco.

Se l’elemento fuoco è in difetto manchiamo di vitalità e di creatività; non abbiamo entusiasmo, né piacere sul lavoro: la vita scorre piatta, abitudinaria con azioni meccanicamente ripetute.

Il fuoco che divampa dal basso verso l’alto, deriva dalla combustione della materia. Dunque, se si vuole ascendere, bisogna bruciare e eliminare ogni attaccamento verso  la materia stessa. Se l’ attenzione è tutto il tempo dispersa in cose basse, cose materiali, piaceri fisici, non si può crescere.

Quando il fuoco divampa in noi, il suo ardore e la sua energia ci permette di distaccarci e consumare ogni aspetto umano che ci trattiene in basso. Perciò, affinché la fiamma sia tenuta sempre viva e possa manifestare la sua magnificenza, il corpo, la mente e l’ ego  devono tutti essere tutti “bruciati” ossia purificati.

Teresa ColumbanoAssociazione Nuova Terra

 

Fonti:

L’alchimia dei quattro elementi di Charles Rafael Payeur
arcani sentieri tra saggezza e mistero
Da Società Agricola 4 Principia Rerum srl
www.yogafacile.it
www.wikipedia.it
www.ilcerchiodellaluna.it
immagini tratte dal Web

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