Giuda e la rinascita dell’Umanità

La storia di Giuda è ben conosciuta da chi a vario titolo si è avvicinato alla religione cattolica.

Giuda è il traditore, colui che ha tradito Gesù per trenta denari e lo ha fatto imprigionare. E’ colui che, con il suo atto, ha fatto sì che Gesù fosse poi crocifisso e morisse sulla croce. Poi Gesù è risorto ed è diventato il maestro che tutti noi sappiamo.

Ma quale sarebbe stato il significato degli insegnamenti di Gesù se non ci fosse stato Giuda a svolgere il ruolo che gli si imputa?

Gesù, come abbiamo visto conosceva il suo destino e l’accettazione di ciò che comportava, rappresenta l’amore incondizionato.

Era necessario però un mezzo, uno strumento, una persona che consentisse a Gesù di portare a compimento il suo destino.

Quella persona è stata Giuda.

Un giorno Gesù chiamò a sé Giuda e gli spiegò quale sarebbe stato il proprio destino e che aveva bisogno del suo aiuto per poterlo compiere.

Giuda ovviamente, chiese in che modo avrebbe potuto aiutarlo e la risposta fu: tradendomi!

Giuda: maestro perché tu chiedi proprio a me, che ti amo più della mia stessa vita di compiere un atto di questo tipo che mi ripugna?

Gesù: a chi altro potrei chiedere di fare ciò?

A chi potrei chiedere di accettare il carico che una simile azione comporta?

A chi potrei chiedere di essere inviso per l’eternità da tutta l’umanità e fare ciò che gli chiedo io stesso?

A chi lo potrei chiedere se non a chi darebbe la vita per amor mio?

 

Giuda e Gesù si abbracciarono.

Entrambi, ora conoscevano il loro destino.

Giuda rappresenta l’energia dell’amore come servizio.

Lui accettò il suo destino e, per poter far sì che Gesù compiesse il suo, ha svolto consapevolmente e per amore il suo ruolo.

Questa è l’essenza dell’energia di Giuda. Svolgere un servizio d’amore. Accettare quindi consapevolmente il proprio destino a prescindere dalle conseguenze che comporta, fosse anche la morte fisica.

 

Entriamo meglio nel significato del tradimento di Giuda.

Infatti la morte di Gesù segna nell’animo umano un senso di colpa per un atto che va oltre semplicemente a quello fisico, è un atto di morte, di tradimento verso Dio, che in quel momento è rappresentato da Gesù.

La morte di Gesù fu vissuta come un atto di allontanamento da Dio. L’essere umano da allora si è sentito colpevole, indegno come un essere divino che ha tradito la sua stessa divinità, diventando così semplicemente umano.

Questo ha creato un ulteriore allontanamento dalla propria essenza divina in un processo di discesa verso le dinamiche e le miserie umane che appesantirono l’anima, separandola ulteriormente dalla Fonte.

Oggi, in quest’era di cambiamento, è necessaria una visione più ampia dell’atto che si attribuisce a Giuda. Comprendendo bene il vero senso del suo operato e accettando il fatto che egli stesso è uno specchio dei nostri stessi atteggiamenti umani, è necessario redimere questa figura come è necessario liberare noi stessi.

Avete riflettuto almeno una volta perché era importante che Gesù fosse tradito da Giuda?

Perché era così importante che l’arresto e poi la morte di Gesù avvenisse in questo modo?

Perché semplicemente Gesù non è stato arrestato?

Perché ere importante legare la fine della vita di Gesù al tradimento di Giuda?

Analizzando tale evento con una profondità d’animo ed una apertura di cuore tale da consentirci una consapevolezza ulteriore, possiamo avere una visione reale di ciò che è accaduto con il senso profondo che sta dietro a l’atto in sè.

Avete una vaga idea del tormento, della sofferenza, del disprezzo di se stesso e del senso di colpa che Giuda può aver provato quando ha visto Gesù morire nella croce?

La sofferenza era talmente forte per ciò che aveva compiuto, che il suicidio era il modo per liberare alla sua vista l’orrore di Sé, oltre all’orrore di ciò che aveva compiuto.

Giuda accettò il suo destino, la sua missione e svolse il suo ruolo da un punto di vista spirituale ma umanamente non riuscì ad accettare ciò che compii, da cui è scaturito il suo suicidio.

Lui da essere umano non ha accettato ciò che ha fatto e si è giudicato, così come tutti lo hanno giudicato.

Se oggi, in questo tempo di cambiamento la Misericordia Divina e l’amore di Gesù e di Maria la Madre lambissero il cuore di Giuda e lo accogliessero tra le loro braccia, sarebbe tutto risolto?

No, non sarebbe tutto risolto.

L’azione più importante deve avvenire dall’interno di ogni uno di noi anche se ovviamente è importante ciò che accade anche al di fuori di noi.

Oggi in questo tempo di misericordia è fondamentale che Giuda perdoni Se stesso come uomo per ciò che ha fatto.

Perché se Giuda riesce a perdonare Se stesso significa che ha ritrovato in Sé la sua parte Divina, significa che viene meno la separazione da Dio, significa che di nuovo c’è unione tra l’Uomo e Dio.

Gesù rappresenta la resurrezione dopo la morte, la rinascita spirituale e che la morte non è la fine ma un passaggio ad una vita diversa.

Giuda rappresenta la riconnessione con Dio, la riscoperta in noi della nostra parte spirituale grazie al nostro perdono e redenzione.

Con il tradimento di Giuda vi è l’allontanamento da Dio e con l’atto di perdonare Se stesso Giuda si riconnette a Dio.

Cosa significa questo per l’Umanità?

Che se Giuda può perdonare Se stesso per ciò che ha compiuto, ogni essere umano a sua volta può perdonare Se stesso per ciò che ha compiuto in ogni sua vita.

L’amore verso Se stessi è fondamentale per poter vivere non solo una vita umana sana ma in particolar modo per vivere un percorso di consapevolezza e di riconnessione con la nostra parte Divina.

Le difficoltà umane sono legate per prima cosa all’accettazione di Se stessi, di come siamo e di che cosa facciamo. Ci giudichiamo!

Questo crea separazione e Giuda che accetta pienamente Se stesso perdonandosi umanamente per ciò che ha compiuto, consente quindi di liberare la sua Anima e per risonanza ogni Anima, quindi ogni essere umano, dal giudizio, dalla separazione da Dio e da tutti i fardelli umani (senso di colpa, rabbia, frustrazione dolore, ecc.).

Giuda che perdona Se stesso completa la visione e il significato del calvario di Gesù che rappresenta quindi un’esperienza necessaria per poter comprendere il senso della presenza di Dio in noi.

Ogni essere umano sulla terra deve necessariamente passare tramite la redenzione di se stesso prima di ritrovare e manifestare la propria scintilla divina. Il perdono del passato e l’accettazione delle esperienze vissute permetterà il rilascio della sofferenza. Questa scelta consapevole fatta a cuore aperto e l’evoluzione dell’anima, permetterà all’uomo di liberarsi dal calvario che lo limita in ambito terreno e poter così rilasciare quel carico energetico che ancora lo limita e lo opprime.

Come Giuda, anche ogni essere umano oggi può scegliere di accettare Se stesso, sinceramente con cuore aperto e potrà di nuovo sperimentare Dio in Sé.

Si smetterà quindi di vivere nel giudizio e si potrà vivere nella comprensione e tolleranza elevando la propria vibrazione e contribuendo ad innalzare anche quella della Terra e di tutta l’umanità.

Perdonare Se stessi ed accettare la strada che abbiamo percorso è l’atto più grande che un essere umano può compiere. E’ un atto di Misericordia.

Se l’essere umano riesce a compiere questo atto di amore verso se stesso, così come ha fatto Giuda, la propria vita entrerà consapevolmente in una comprensione più profonda di ciò che è, e si tingerà di sfumature, di colori che porteranno calore e pienezza dentro di Sé.

L’evoluzione umana sta attraversando questo traguardo. Un portale energetico si è aperto e chi sarà pronto potrà trasformare la propria sofferenza e rilasciarla semplicemente volendolo. Tale rilascio, oltre che a livello personale, avrà anche una risonanza ancestrale e per tutto il pianeta, permettendo così di fare un enorme salto evolutivo in ambito umano e planetario.

 

Associazione Nuova Terra
Roberto Fabbroni e Teresa Columbano

 

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