Il Libro di Giobbe: Il significato della sofferenza

Il tema del libro è la sofferenza, ed in particolare la domanda sul perché Dio permetta le sofferenze del giusto.
La storia è ambientata nel “paese di Uz”. All’inizio del libro, Giobbe è molto ricco: possiede tanto bestiame, molti servi ed ha anche una famiglia numerosa. Satana riceve da Dio il permesso di provare la sua fede, così, in un primo momento gli toglie tutti i beni, poi lo priva dei suoi figli. Non essendo ancora riuscito ad incrinare la fede di Giobbe, Satana chiede ed ottiene in seguito l’autorizzazione a colpire anche il suo corpo.
Degli amici vengono a consolarlo, ma le loro argomentazioni circa le motivazioni delle prove di Giobbe aggravano le sue sofferenze, tanto che egli li definisce “consolatori molesti” (16:2). Inizia così una discussione tra Giobbe e i suoi tre amici che si basano sull’idea che la sofferenza è sempre e necessariamente conseguenza del peccato. Giobbe non afferma mai di essere un uomo perfetto, ma rifiuta con decisione il loro giudizio e non riesce a capire l’apparente durezza di Dio nei suoi confronti.
Eliu, un quarto amico fino ad allora rimasto silenzioso, propone di dibattere la questione partendo da una base differente. Invece di considerare le sofferenze degli uomini unicamente come castigo del peccato, Eliu ritiene che esse fortifichino e purifichino l’uomo. Non sono quindi espressione della collera di un Dio implacabile, ma una correzione inflitta amorevolmente. La tesi di Eliu fa di lui un messaggero del Signore; egli prepara l’intervento divino ed apporta un argomento che Giobbe può prendere in considerazione e addirittura accettare (capitoli 32-37).
Infine, Dio prende la parola e mostra a Giobbe che la conoscenza umana è troppo limitata per spiegare in maniera soddisfacente il mistero dei propositi divini. Giobbe e i suoi amici avevano dimenticato che Dio è il Vasaio e noi non siamo altro che creta nelle Sue mani. Per questo Dio li riprende. Giobbe riconosce subito il suo peccato umiliandosi davanti al Signore (38:1-42:6).
La fede di Giobbe trionfa su tutte le prove ed egli finisce con il recuperare la sua antica prosperità ed anche di più.
Tutti i personaggi umani del dramma parlano senza sapere nulla delle insinuazioni di Satana contro la fede di Giobbe, di cui si narra nel prologo, e del fatto che Dio gli avesse dato il permesso di provare con i fatti le sue accuse. Alla luce del prologo, le sofferenze di Giobbe appaiono non come il risultato di una condanna divina contro di lui, come i suoi amici avevano cercato di sostenere, ma come prova della fiducia di Dio in lui, che durante tutta la narrazione non vacillerà mai, anzi, continuerà a chiamare Dio il suo Redentore.
Il libro di Giobbe costituisce un eloquente esempio del fatto che la mente umana è incapace di comprendere appieno la complessità del problema della sofferenza. Ma nel considerare il problema del male, non dobbiamo mai mettere in dubbio la bontà di Dio, per non sviluppare degli atteggiamenti sbagliati nei confronti della sua sapienza e del suo amore per noi.

Quando la vita sembra sorriderti poco, quando vivi esperienze diverse o molto diverse da quelle che vorresti, ricordati di Giobbe della sua vita e della sua Fede, per far conciliare in te le esperienze che vivi e il motivo per cui la vivi.

La tua consapevolezza è limita nel comprendere il senso profondo dell’esperienza che è in essere, accogli ciò di cui sei ignaro e mostra viva l’esperienza nella Fede che ciò che è, sia giusto per te nel momento presente. Allora quando sarà il momento tu potrai comminare verso il Padre Celeste con il Suo splendore come tua Luce, tuo nutrimento, tua immensa gioia!

 

NOTA: per leggere il Libro di Giobbe

SamaEl

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