Lo Zodiaco, il Pantheon delle Divinità e il Sé Superiore: Aspetti di vita e personalità dell’IO!

Secondo un’antichissima tradizione egizia esistono due Horus.

L’Horus primigenio è la manifestazione di Dio in Terra è quindi l’Energia Cristica che prende forma umana per aiutare l’essere umano nella sua evoluzione.

In questo contesto, il suo ruolo è stato quello di far comprendere all’essere umano i suoi aspetti e anche le sue personalità dell’EGO.

Per fare questo Horus si scisse in tutti gli aspetti che esso racchiudeva nella sua UNITA’ PERFETTA, creando delle divinità che rappresentassero, ognuna di esse, un aspetto differente e ben definito, presente in Horus.

Quindi Iside è l’energia femminile, Osiride quella maschile, Seth è l’aspetto provocatore o il concetto di “male”, mentre l’Horus dell’Egitto moderno può rappresentare il concetto del “bene” e così via.

Il pantheon delle divinità dell’Egitto moderno (12 divinità), rappresenta una struttura che è stata replicata successivamente nella maggior parte delle civiltà con nomi diversi ma mantenendo la stessa simbologia. Infatti, similmente a quello Egizio è esistito il Pantheon delle divinità greche e romane.

Quanto detto si evince dallo studio della tradizione egizia, infatti nella tradizione risalente all’Egitto moderno del 3.500 a.C., c’è traccia di questa raffigurazione.

Qui il Dio Horus si identifica, sia in Egitto sia in Nubia, con diverse divinità locali come divinità solare ossia la rappresentazione della sorgente creatrice.

Una rappresentazione del medesimo significato vedeva Horus sotto forma di falcone, che veniva identificato nei testi dell’Antico Regno come il “Dio Grande”. Egli era quindi considerato come il dio del cielo e perciò assimilato ad un animale che viveva nel cielo stesso. Qui Horus veniva chiamato l’Antico (il primigenio).

Come figlio di Iside è invece Arpocrate (Horus bambino), che nella mitologia rappresenta il dio del bene. Quindi in questo caso esso rappresenta uno degli aspetti dell’Horus primigenio.

L’Horus “bambino”, in seguito, è diventato quindi il dio dinastico, è “colui che siede sul trono di suo padre Osiride e nel quale ogni sovrano vivente si identificava”. È il Giove dei romani è lo Zeus dei Greci.

Ma dato che:

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli della Cosa-Una (di una cosa sola).

Come tutte le cose sono sempre state e venute dall’Uno, per mediazione dell’Uno, così tutte le cose nacquero da questa Cosa Unica per adattamento

(da Ermete Trismegisto una scritta nella Tavola di Smeraldo).

In considerazione di quanto appena citato, diventa palese che l’essere umano, rispecchi in sé la scissione divina dei vari aspetti. Questi anticamente erano rappresentati dalle dodici divinità dei Pantheon e oggi sono rappresentati nei segni zodiacali (12 costellazioni) e l’essere umano nasce quindi connesso ad essi in base alla sua data di nascita.

Quindi all’essere umano si accostano, e lui stesso ne fa propria l’essenza, le prerogative stesse del segno zodiacale a cui appartiene, con gli stessi punti di forza o debolezza.

L’Ascendente del segno, e la parola stessa non è casuale, mitiga le prerogative del segno di nascita, arricchendole di altri elementi.

L’ascendente, infatti, è l’alba del Sole, l’ora in cui il Sole sorge e si risveglia dopo la notte mentre “il tuo ascendente è la tua alba”, il momento in cui sei venuto alla luce, sei “sorto”, come sorge il Sole all’alba.

Il segno nel quale cade l’ascendente è considerato la traccia iniziale del cammino che l’Essere Umano dovrà percorrere per crescere in consapevolezza, la quale, una volta sviluppata, lo porterà a scoprire le finalità ultime della sua incarnazione.

Quindi ritornando alla scissione di Horus, il primigenio, questa era importante per aiutare l’umano a riconoscere tutti gli aspetti che egli possedeva, per poterli poi integrare. I seguaci delle singole divinità non facevano altro che specchiarsi nel significato che aveva la divinità a cui erano devoti, potendo così riconoscere tale aspetto in se stessi e integrarlo. A volte però i devoti rimanevano fossilizzati alla stessa divinità e quindi ancorati ad essa. Questo frenava la loro evoluzione perché non gli consentiva di aprirsi e confrontarsi con le altre divinità e quindi con gli altri aspetti di sé.

I devoti di più divinità invece erano le persone in crescita evolutiva avendo un’apertura tale che consentiva loro il riconoscimento in Sé di altre prerogative.

Solo riconoscendo in Se stessi una attitudine era per loro possibile avvicinare la divinità che ne era la depositaria e con la preghiera avevano così modo di ampliare tale prerogativa e appropriarsene.

Tutto ciò mette in risalto la stretta correlazione esistente tra le singole prerogative di ognuno dei dodici segni dello zodiaco con le caratteristiche delle dodici divinità dei vari pantheon.

Nel percorso evolutivo dell’essere umano diventa significativo il progetto del faraone Akhenaton di instaurare il monoteismo, avendo egli stesso compreso il senso profondo della scissione del pantheon. Egli fu il primo messaggero di una nuova visione della realtà umana e del rapporto con il Divino. Comprese che integrando tutte le varie attitudini o prerogative umane si ricreava l’unità, si tornava all’UNO. Quindi se vi era Unità dentro ogni essere umano, vi era Unità anche al di fuori e quindi un solo Dio.

Questo concetto era ancora troppo all’avanguardia per la comprensione delle menti e dei cuori viventi al suo tempo e quindi il suo tentativo fu prematuro. Il suo esempio aveva però lasciato il segno e fu infatti ripreso alcuni secoli dopo, dando origine alle attuali religioni monoteiste. Religioni però che per tanti motivi hanno spesso dimenticato il significato stesso delle loro origini e del perché esse stesse esistono.

Infatti, ancora oggi, nonostante secoli di evoluzione, l’essere umano si rispecchia ancora nei segni zodiacali. Utilizza così uno strumento che gli permette di conoscere le sue prerogative di base ma è importante che non si faccia però limitare da questo suo stato di partenza, da cui può uscire comprendendo il significato ampio degli insegnamenti antichi.

Infatti il senso che si può trarre dal fatto che ad esempio in Egitto il faraone era considerato l’incarnazione di Horo, e ciò legittimava il suo regno, era anche da intendersi che lui aveva compreso il senso della sua esistenza come essere divino ed era diventato nuovamente custode del suo regno interiore. Solo Akenaton però visse e palesò realmente il senso profondo di questa unione.

Quando nella mitologia greca o romana si parla dei figli di un Dio, come nascituri scaturiti dall’unione del Dio che ha fecondato una donna, un essere umano, si intende che quell’essere umano ha in Sé il sangue di Dio ma non in senso propriamente fisico. Questa rappresentazione era già all’epoca un messaggio estremamente significativo di quale fosse lo scopo ultimo dell’essere umano. Infatti, il semidio della mitologia era il frutto dell’unione, la fusione della parte umana con la parte divina e le sue particolari doti non erano altro che le doti di un Essere Umano Risvegliato!

Concludendo, risulta palese che l’inquadramento sotto un segno zodiacale (il discorso è ovviamente più ampio e comprende anche altri elementi), serve per fornire le indicazioni di base delle caratteristiche di una persona. A partire dal suo ascendente, nel corso della propria vita, ogni persona necessariamente ha come scopo quello di spostarsi di casa in casa acquisendo, nella sua maturazione come persona, anche le prerogative degli altri segni zodiacali.

Tale maturazione è quindi l’evoluzione di una persona che si compie quando si è integrato tutti gli aspetti dei segni zodiacali. Lo zodiaco rappresenta un vero e proprio percorso di crescita personale e alla fine spirituale. Quando riconosceremo realmente Dio in noi, e quindi avremo integrato tutti i segni dello zodiaco, così come aveva compreso Akhenaton, avremo ultimato il nostro processo di maturazione.

Quindi evitate di avere come cardine della vostra vita le prerogative del segno a cui siete associati dalla nascita, in modo da evitare di bloccarvi in una personalità ben precisa.

Per poter giungere alla fusione con il vostro Sé bisogna che abbiate trasceso tutti i segni zodiacali, tutti i vari ego e personalità che voi altresì siete in grado di produrre in virtù del vostro segno di appartenenza.

Solo a questo punto sarete liberi dagli aspetti umani ed eviterete di ancorarvi a qualche cosa che è dettato da fuori di voi.

Sarete fusi con il vostro Essere Divino e rispecchierete solo le sue prerogative, cioè tutto sarà allora integrato in Uno.

Da Uno a molti, da molti ad Uno!

Da Dio verso gli uomini, dagli uomini verso Dio!

Roberto Fabbroni – Associazione Nuova Terra

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